giovedì 10 agosto 2017

Ultimo mondo meticcio e la bolla dei diritti subprime

"Questa è l'Africa come è realmente. Dove nero è bello, nero è brutto, nero è brutale".

Ah, cosa mi ha fatto ricordare oggi Barbapapà, i "Mondo" movies! Quei documentari, o meglio mockumentaries (falsi documentari perchè in realtà erano opere di finzione, ovvero fiction cinematografica spacciata per snuff movies) assai di moda negli anni settanta perché promettevano emozioni forti su pasti cannibaleschi, brutali riti iniziatici e usanze esotico-tribali più o meno disgustose. Tutta roba che oggi trovi in due secondi in rete, anche senza andare nel deep web, ma che allora potevi vedere solo in questi film vietati ai minori di 18 anni. Titoli indimenticabili come "Ultimo mondo cannibale", "Ultime grida dalla Savana", "Mondo cane","Africa addio" o il celeberrimo "Cannibal Holocaust". Un fenomeno, tra l'altro, in gran parte italiano.
Film che oggi, ovviamente, verrebbero considerati terribilmente razzisti nella loro brutale politica scorrettezza perché lì il selvaggio non era quello inesistente di Rousseau ma proprio quello originale senza mezzi termini e soprattutto mostrato in tutta la sua selvaggeria. 
Paradossalmente essi erano un inno sfacciato proprio a quella diversità fra culture, alla consapevolezza della separazione tra evoluto ed arretrato che oggi sono nascoste dalla maschera fasulla dell'uguaglianza, in realtà omologazione dell'essere umano modello unico e dell'oscenità del semo tutti uguali perchè ve lo diciamo noi. 

Le immagini brutali, gli impalamenti (finti ma spacciati per veri) ci scioccavano ma ci consolava il fatto che il selvaggio rimanesse confinato nel suo contesto originale. Capirai, è roba da Africa nera, da Amazzonia. Migliaia di gradi di separazione. Sembra impossibile, guardandoci indietro, ma nessuno aveva ancora pensato di imporci il terzo e quarto mondo a casa nostra. Ecco spiegato anche perché allora in genere non era necessario diventare razzisti. 
Se qualche "mondo movie" mostrava l'infibulazione, ovvero la resezione con una lametta senza anestesia dei genitali esterni femminili - altrimenti una donna da adulta non sarà rispettabile - praticata normalmente in molte realtà africane (e islamiche, nonostante ciò venga spesso negato), avremmo reagito con disgusto ma, usciti dal cinema, saremmo tornati alla nostra realtà evoluta dove le donne sono diventate perfino troppo viziate e possono girare incredibilmente a capo scoperto.

Ora no, ora sappiamo che queste pratiche, e non solo quelle usanze esotiche dei nostri ospiti che cominciano francamente a disgustarci come l'andare in giro nudi, defecare per strada e comportarsi in modo pre-civile nei rapporti interpersonali, secondo alcuni dovrebbero diventare accettabili nel segno dell'integrazione nostra nei confronti dei selvaggi e che da lì non si scappa. Prospettiva che ci fa giustamente orrore. 

La conseguenza è che, eliminata la distanza di sicurezza dal primitivo che ci permetteva ancora di essere progressisti e tolleranti, ora, alleluja, siamo diventati razzisti nei confronti degli africani come gli africani lo sono nei confronti degli europei e per lo stesso motivo: perché loro se li trovarono in casa e non erano solo bei book fotografici come quelli della Leni Riefenstahl. In fondo ormai tra bianchi e neri siamo pari e dovremmo preoccuparci entrambi piuttosto del colonialismo cinese in Africa che contribuisce ad espellere popolazioni locali verso l'Europa.

Il senso dei nazisti per il riciclarsi nell'amore per il buon selvaggio
Chi non ha il coraggio di ammettere di essere diventato razzista, perché ancora ammorbato dal sentimentalismo progressista, è costretto a sfogarsi aprendo la valvola dell'autorazzismo, quel particolare tipo di sentimento autodistruttivo che è l'odio per la propria gente. 

Ecco spiegato il meccanismo mentale di Barbapapà quando invoca, come un Sarkozy qualsiasi, le métissage.
Questa prosa è così significativa, mioddio. La leggiadria di utilizzare il termine "avere di mira" che evoca le armi e la guerra e con ragione, perché essi non vengono in pace e lui lo sa. Quelli non sono ET (che, per altro, per tutto il film voleva solo tornarsene a casa sua) ma i baccelloni della fantascienza anni 50. Basta guardare qualche video sugli assalti di energumeni neri a Calais o a Ceuta per rendersene conto. Selvaggi. Predatori. Pre-civili. Punto. 
Questo vecchio arnese scrivente parla di "antica ricchezza"invece che di civilità perché, come tutti coloro che sanno che salteranno in aria dopo aver premuto il bottone dell'autodistruzione, non vorrebbe lasciare superstiti e perché, da bravo convertito al progressismo, e quindi fanatico, ritiene la ricchezza un peccato. Che Dio li stramaledica nella loro ipocrisia.
Se delira di un mondo futuro che per problemi tecnici non vedrà mai, egli esprime il pio desiderio di chiunque si trovi troppo vicino alla barca di Caronte: quello di illudersi che le proprie opere e idee condizioneranno il futuro di chi gli sopravviverà. Povero grullo, il giorno stesso del funerale non siamo altro che cadaveri puzzolenti, residui fastidiosi di gente che finalmente si è levata dai coglioni e da cremare in tutta fretta, con i parenti che smaniano per svuotarci la casa e gettare tutte le nostre cose nell'immondizia, dopo averci prosciugato il conto corrente e aver tirato sul costo della bara: "Era una donna così semplice..." 
Per lasciare veramente qualcosa ai posteri si deve essere come minimo dei Mozart, non certo degli scribacchini qualsiasi che si atteggiano, in articulo mortis, ad ideologi e disegnatori da incubo del futuro.
Che orrore da Khmer Rouge, da totalitarismo comunista poi il popolo unico, la ricchezza media (media come? come la sua o quella di un operaio?), la cultura media (rappresentata dal liceo breve o brevissimo auspicato dalle ministre somare vogliose di consegnare branchi di somarelli direttamente dal Paese dei Balocchi al mondo del precariato) preludio ad uno "ius diploma" per tutti. Insomma, questa Medio-crità.
Mi sfugge il concetto di "sangue integrato" ed istintivamente lo aborro ma è normale. Io sono per la conservazione della diversità, anche di gruppo sanguigno e fattore Rhesus; lui è per l'omologazione, per l'emolisi buonista. Qualcosa che, grazie a Dio, non potrebbe e non potrà mai funzionare.

Alla fine però gli sono infinitamente grata. Se afferma che questo incubo distopico dell'Uomo Taglia Unica come le mutande cinesi è una roba di sinistra, sappiamo chi è il nemico e come dobbiamo comportarci di conseguenza. Con le armi della democrazia rappresentativa, naturalmente, fintanto che potremo usarle. 

Una nota finale che potrebbe sembrare di speranza. Quando si leggono i deliri degli immigrazionisti e dei mondialisti, sento le reazioni di panico di chi è convinto che questo sarà veramente il nostro futuro. Gente che indossa i visori della realtà virtuale forniti loro dai media mainstream e dal bloggume embedded, credendo di stare osservando la realtà fattuale e che commenta invariabilmente con un "finirà malissimo!" Gente immersa in un "mondo movie" che in fondo è solo un film. Dei Truman che ancora non si sono accorti di essere dentro lo show.
Mi spiego meglio. Non bisogna assolutamente cadere nel tranello della TINA. Chi ragiona come Scalfari, chi disegna futuri irrealizzabili spacciandoli per inevitabili e per giunta realizzabili non deve farci paura più di tanto e non solo perché si tratta di gente anagraficamente con un piede nella fossa.

Paragonare pappa e spaccia nigeriani ed altra soldataglia da sbarco ai martiri del lavoro di Marcinelle denota solo la disperazione e il panico del pre-catastrofe, un senso di sfida alla "o la va o la spacca" al fatto che gli italiani ingoieranno sempre e non si decideranno un giorno a risputar loro tutto in faccia.
La verità è che non li crede più nessuno. Nessuno ormai può negare l'evidenza che "quando infine la bugia diventa veramente troppo grossa, la gente finisce per rompersi i coglioni sul serio." L'Effetto Canale di Sicilia che Goebbels non aveva considerato. Il cigno nero benedetto. 

Chi negherebbe che questi mestatori siano ridotti ad attaccarsi ormai solo al consenso di pervertiti vari, ai quali promettono "diritti" che sembrano tanto dei warrant che non verranno mai riscossi. Anzi, che si sta facendo in modo che non possano essere mai riscossi. Se vi sembrano compatibili i diritti dei ghei con la sharia...
Ormai il mainstream, ovvero il megafono ufficiale del Modello Unico, è come la ragazzina de "L'esorcista": urla e vomita oscenità, mente, manipola, inganna perché riflette il suo ispiratore. Su questi desiderata mondialisti si legge merda sempre più pesante e tagliata male su giornali e blogghe allineati che sono praticamente già falliti e con i libri in tribunale ma che ancora ricevono un rating AAA dagli uffici della Propaganda. 

La speranza è rappresentata dal fatto che vi siano molti indicatori che quella dei migranti sia una gigantesca bolla pronta ad esplodere. La prossima della due bolle gemelle siamesi: migranti e welfare.
Se chi manipola le migrazioni sono speculatori come Soros forse occorre ragionare con i meccanismi della finanza speculativa. Rendendosi conto, prima di tutto, che il sistema è truccato e truffaldino, come si evince dalle menzogne sempre più spudorate della propaganda. 
Cosa sono, quelli promessi ai migranti dai fautori dell'immigrazione, ed alle minoranze dalle varie puttane dal cuore tenero, se non l'equivalente in "diritti" dei mutui subprime? In pratica stanno promettendo beni (tra l'altro i nostri, per questo la chiamano redistribuzione), diritti e welfare illimitati e rifinanziabili a chi non sarà in grado di contribuire al funzionamento del sistema ma potrà solo prosciugarlo e infine farlo implodere. Al raggiungimento del numero critico di assistiti, ovvero all'aumento illimitato dell'arrivo di persone, esploderà la bolla del welfare e di conseguenza quella dei migranti. E' però difficile immaginare migliaia di persone improvvisamente senza più assistenza e pronte a scannarsi le une con le altre e a saccheggiare intere città, come prevedono i pessimisti del "finirà male". Si, vi sarebbe un'ottima opportunità per il settore dei servizi privati di repressione del dissenso (un settore sul quale io punto molto) ma al quale gioverebbe assai di più un caos percepito come spauracchio e possibile minaccia futura, un caos somministrato lentamente per endovena come quello attuale. 
Più facile che si ricorra alla fine al solito "salvataggio" del sistema che consisterebbe nel blocco degli arrivi e nel rimpatrio di gran parte dei migranti Nel silenzio del maintream se occorressero le maniere forti, naturalmente. 

Bisogna scommettere contro tutto ciò che ci viene presentato come inevitabile, irreversibile e incrollabile. Tipo l'euro e la UE, ad esempio. 
Chi sta gonfiando una bolla sta probabilmente giocando anche sull'altro tavolo, ovvero scommettendo sulla sua esplosione. Magari mi sbaglio ma, dopo tutto, visto che le banche hanno avuto bisogno di una civiltà che le salvasse, contro tutte le previsioni e i moralismi, perché quella stessa civiltà non potrebbe essere anch'essa "too big to fail"?


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